È il caro-energia la principale preoccupazione delle imprese bresciane del terziario, secondo quanto raccolto da Confcommercio Brescia, in collaborazione con Format Research, nell’Indagine sulle imprese bresciane del commercio, del turismo e dei servizi – Analisi al 30 giugno 2026 presentata in conferenza-stampa.
“L’aumento medio per gli imprenditori della nostra provincia sarà del 10,7%, ma quasi un’impresa su cinque si troverà ad affrontare un costo rispetto al 2025 superiore al 20%. È evidente che questo aumento impatterà in maniera significativa sulla gestione aziendale”, ha sottolineato il presidente di Confcommercio Brescia, Carlo Massoletti.
Il caro-energia va ad aggiungersi a una situazione comunque non positiva soprattutto per il comparto del commercio, che nel saldo tra aperture e chiusure ha perso ulteriori 50 imprese in provincia di Brescia nei primi sei mesi dell’anno.
Sul fronte del credito si conferma l’inversione di marcia già registrata a inizio anno con una diminuzione delle imprese che richiedono finanziamenti per la ristrutturazione del debito (passano al 15,4% al 9,8%) e aumentano le richieste sul fronte degli investimenti aziendali (dal 27% al 32,1%).
Investimenti che riguarderanno sempre di più l’applicazione nelle imprese del terziario dell’intelligenza artificiale: “Più della metà degli imprenditori bresciani la stanno già utilizzando o la introdurranno nei processi aziendali nei prossimi due anni per migliorare le strategie di promozione e di marketing della propria attività e per semplificare la gestione burocraticoamministrativa. Come Confcommercio saremo pronti ad aiutarli e sostenerli con corsi di formazione specifici”, ha concluso il presidente di Confcommercio Brescia