Un logo nuovo, più corto e più diretto: accanto a Confcommercio arriva “Confcom”, versione sintetica pensata per una comunicazione più immediata, soprattutto nei contesti digitali. Un segnale, prima ancora che grafico, di un cambiamento che il settore intende intercettare. Perché mentre il linguaggio si aggiorna, il quadro in cui si muove il commercio resta complesso.
I numeri raccontano la tendenza: meno negozi, soprattutto nei centri storici. In Lombardia, dal 2012 a oggi, il commercio al dettaglio è calato di oltre il 23%, con una flessione ancora più marcata nelle aree centrali delle città. Ma “le reti commerciali sono vere e proprie infrastrutture sociali – osserva il presidente di Confcommercio Brescia e vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti –. E dove il commercio arretra, spesso arretrano anche vivibilità e sicurezza”.
Il fenomeno è quello della desertificazione commerciale, e non riguarda solo l’economia. “Se un negozio diventa un ufficio – prosegue Massoletti – si crea un vuoto. Manca quella presenza quotidiana che rende un luogo vivo”.
Alcune aree dei centri storici, venute meno le attività commerciali, mostrano già segnali di difficoltà.
Accanto a questo scenario emergono anche dinamiche diverse, con il comparto ricettivo in crescita, trainato dall’extra-alberghiero, mentre bar e ristoranti tengono meglio rispetto al commercio al dettaglio.
Il contesto resta comunque delicato. “Pesano i costi, a partire dall’energia, e un quadro economico che resta incerto”, spiega Massoletti. Da qui la necessità di un cambio di prospettiva: non solo sostegno alle imprese, ma una visione che tenga insieme commercio, città e qualità della vita.
“Le imprese di prossimità devono essere riconosciute come attori del governo del territorio”, sottolinea, indicando nei Distretti del commercio uno degli strumenti già attivi in Lombardia.
Nel frattempo l’associazione lavora su più fronti: dal supporto alle imprese, con convenzioni per contenere i costi energetici, fino al coinvolgimento delle nuove generazioni, con attività nelle scuole per avvicinare i ragazzi al mondo dell’impresa.
Perché, al di là dei numeri, il commercio resta uno degli elementi che fanno funzionare una città. E quando manca, si vede.