Secondo i dati dell’ultima Congiuntura Confcommercio (link al documento completo pdf), l’inflazione ha mostrato un calo, scendendo dal previsto 2% al 1,6% a febbraio, ma i costi dell’energia restano un problema, con poche soluzioni a breve termine. Gli indicatori congiunturali italiani sono positivi, con una crescita anche modesta ma che almeno non è una riduzione, nonostante alcune variazioni legate al calendario. Tuttavia, nonostante l’aumento del reddito disponibile, i consumi non crescono come previsto, con un aumento nei settori del tempo libero e turismo, ma una contrazione in beni come alimentari e trasporti.
Secondo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “l
Anche nel mese di febbraio 2025 le dinamiche delle diverse funzioni di consumo che compongono lICC sono molto articolate, ulteriore sintomo delle difficoltà dei consumi dinstradarsi in un percorso di crescita. “
A febbraio, apprezzabili segnali di recupero hanno interessato i consumi di abbigliamento e calzature (+1,4%), migliorando i non brillanti risultati dei saldi di gennaio. Tra le macro funzioni di consumo si confermano in negativo i consumi relativi ai beni ed i servizi per la mobilità (-5,9%), i beni e i servizi ricreativi (-1,6%) e i beni e i servizi per la casa (-1,3%). Tornano in territorio negativo i beni e i servizi per la cura della persona (-0,8%) e gli alimentari bevande e tabacchi (-0,6%). I dati complessivi sottendono, come di consueto, andamenti articolati delle diverse funzioni di spesa incluse negli aggregati. A livello di singole voci di consumo permane la tendenza al miglioramento della domanda per i trasporti aerei (+7,1%) e per i servizi ricreativi (2,9%). Si acuisce, a febbraio, la crisi dellautomotive che segna, su base annua, un calo dell11,2% della domanda di auto nuove da parte delle persone fisiche e dei mobili e articoli darredamento (-1,2%). Segnali di deterioramento si confermano anche per gli elettrodomestici (-2,2%) e per i carburanti (-1,6%).