Nuovi segnali di rallentamento per l’inflazione. Secondo le stime preliminari dell’Istat (qui il testo integrale in pdf), a luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente).
La diminuzione è dovuta soprattutto alla frenata dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%) e degli energetici non regolamentati, e dei servizi vari (dal +2,5% all’1,8%). In controtendenza, aumentano invece i prezzi degli alimentari lavorati (dal -0,2% al +0,2%), degli energetici regolamentati (dal +9,2% al +14,9%) e i servizi di trasporto (dall’1,1% all’1,6%).
L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile al +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall’1,9% all’1,8%.
Decelerano anche i prezzi dei beni (dal +3,3% al +3,1%), mentre quelli dei servizi restano stabili al +2,6%. L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra invece una variazione di -1,0% su base mensile, per effetto dei saldi estivi non considerati dal Nic, e di +2,9% su base annua, dal +3,0% di giugno.
Anche il settore alimentare registra una lieve frenata dei prezzi su base annua (dall’1,6% all’1,5%), sintesi dell’accelerazione degli alimentari lavorati, tornati positivi (da -0,2% a +0,2%), e del rallentamento degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), in particolare di frutta e frutta a guscio e di ortaggi e legumi.
Stessa tendenza anche nel comparto energetico, dove i prezzi rallentano nel complesso (dal +13,0% al +10,8%), per effetto di andamenti contrapposti: gli energetici regolamentati salgono al +14,9% (dal +9,2%), trainati da gas di rete e elettricità nel mercato tutelato, mentre quelli non regolamentati decelerano al +10,6% (dal +13,3%), frenati da gasolio da riscaldamento, elettricità e gas nel mercato libero.
In frenata anche la crescita dei prezzi dei carburanti, tra cui gasolio per trasporto e benzina. Nel comparto dei servizi, rallentano i servizi vari (dal +2,5% all’1,8%), soprattutto per gli oneri imposti dagli istituti di deposito, mentre accelerano quelli per il trasporto (dall’1,1% all’1,6%), trainati dalla risalita del trasporto aereo passeggeri (da -10,3% a -5,6%).
Confcom: “Inflazione sotto controllo, ma cautela in vista della ripresa autunnale”
Commentando i dati dell’inflazione, l’Ufficio Studi Confcom sottolinea che “sul fronte dei prezzi, le prospettive per i prossimi mesi richiedono una certa cautela. Sebbene i dati di luglio, pur leggermente superiori alle attese, descrivano un quadro ampiamente sotto controllo, non mancano infatti elementi di preoccupazione in vista del rientro autunnale”. A rassicurare il quadro economico contribuisce la sostanziale stabilizzazione dei prezzi dei beni alimentari e del carrello della spesa in generale. A questo si aggiunge un’inflazione di fondo che si attesta all’1,6%, valore significativamente inferiore alla soglia critica del 2%. Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante poiché dimostra che i rincari energetici registrati nei mesi scorsi non si sono trasmessi alle altre filiere produttive, lasciando spazio per una dinamica dei prezzi contenuta anche per il mese di agosto.