“Con il disegno di legge di bilancio da 30 miliardi per il 2025, varato ieri dal Consiglio dei Ministri, si avvia il percorso di riduzione del deficit illustrato nel Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles”.
“Percorso sfidante, perché si tratta di tenere sotto stretto controllo laggregato della spesa netta e, al contempo, di recuperare spazi di intervento per sostenere la crescita e gli investimenti pubblici e privati necessari per affrontare transizione digitale e transizione ambientale. Per quanto è fin qui emerso, bene, intanto, nellimpianto della legge di bilancio per il prossimo anno, conferme ed efficientamento (con più ampia prospettiva temporale e, forse, con qualche contenuto potenziamento) delle misure di riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, nonché degli interventi in materia di detassazione di premi di produttività e fringe benefits, di super-deduzione del costo del lavoro per assunzioni a tempo indeterminato, di decontribuzione per loccupazione di giovani e donne nel Mezzogiorno, di decontribuzione ZES e di incentivazione dellautoimpiego“. Così Confcommercio in una nota sulla manovra approvata dal Consiglio dei Ministri.
“Quanto allIRPEF prosegue la nota – se ne conferma limpianto a tre aliquote. Occorre, però, il massimo impegno per pervenire, anche con il supporto degli esiti del concordato preventivo biennale, allattesa riduzione al 33% della seconda aliquota. Andranno, inoltre, attentamente valutati gli impatti del processo di riordino delle spese fiscali attraverso lapplicazione di un meccanismo di quoziente familiare, della revisione delle accise (fermo restando limpegno allesclusione di ripercussioni negative per lautotrasporto professionale) e dei rivisti bonus per ristrutturazioni edilizie”.
“Importanti limpegno per lallineamento delle risorse per la sanità con la crescita del PIL nominale e, sul versante previdenziale, lincentivazione della permanenza al lavoro”. “In generale, per sostenere la crescita ha concluso Confcommercio – restano determinanti la messa a terra degli interventi del PNRR, lavanzamento della riforma fiscale ed una spending review orientata alla riqualificazione della struttura della spesa pubblica”.