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Confcommercio, convegno "Città europee e sviluppo: un 'motore' di coesione sociale"

Presidente Massoletti: "Necessaria un’agenda integrata per la rigenerazione dell’economia urbana"

Il ruolo delle città nello sviluppo economico e nella coesione sociale è stato il tema del convegno istituzionale che si è svolto al Parlamento Europeo a Bruxelles. L’incontro, promosso il 24 giugno scorso dalla delegazione di Confcommercio presso l’Unione Europea, ha analizzato le strategie urbane, il commercio di prossimità e le linee guida della Commissione.

I lavori si sono aperti con l’introduzione di Carlo Massoletti (Incaricato alle Politiche UE Confcommercio), seguita dall’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Il saluto istituzionale è stato espresso dall’Ambasciatore Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso l’UE. Il confronto ha visto la partecipazione degli eurodeputati Letizia Moratti (Gruppo PPE), Giorgio Gori (Gruppo S&D) e Daniele Polato (eurodeputato di Fratelli d’Italia), che hanno trattato il tema dei finanziamenti comunitari.

 

Sangalli: “Siamo la rappresentanza economica delle città”

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha inviato un videomessaggio di saluto al convegno di Bruxelles. “Per noi, portare l’attenzione sulle città, sulle funzioni urbane e la loro rigenerazione significa prima di tutto dare un segnale d’identità, coerente con la nostra rappresentanza. Confcommercio è, e si sente, la rappresentanza economica nelle città, anzi, delle città. Perché le nostre imprese animano le città, le rendono attrattive e vivibili, danno loro un’identità. Le nostre imprese sono volto e anima dei territori, garanti di pluralismo imprenditoriale, presidi insostituibili di sicurezza e contrasto al degrado. Questo è il cuore del progetto CITIES, su cui Confcommercio ha tanto investito in questi anni”.

 

Massoletti: “Un’agenda integrata per la rigenerazione dell’economia urbana”

Nella sua introduzione ai lavori del convegno, Carlo Massoletti (Incaricato alle Politiche UE Confcommercio), ha sottolineato l’impegno della confederazione “per dare una dimensione all’ecosistema dell’economia urbana di prossimità europea che è composta da commercio, turismo, Pubblici Esercizi e servizi locali di mercato e che riunisce oltre 10 milioni di imprese e dà lavoro a circa 60 milioni di persone. Rappresenta uno dei principali motori economici e sociali dell’Unione europea e ha generato nel 2024 1.800 miliardi di euro di valore aggiunto pari a circa il 14/16 % del PIL Ue”.

“Negli ultimi 10 anni, in termini di ricchezza prodotta – ha detto Massoletti – questo ecosistema è in costante crescita mentre quello della manifattura è in contrazione. La parte economica è solo una parte del contributo che l’ecosistema dell’economia urbana di prossimità fornisce all’UE, perché esso tiene vive le città, i quartieri e il territorio ed è veicolo di inclusione e crescita sostenibile. Ma è un sistema complesso dove fattori economici e sociali, tecnologici e culturali si mescolano rendendo difficile e faticoso lo studio e la comprensione dei fenomeni che lo caratterizzano. Se si vuole dare competitività e slancio alle imprese che compongono questo ecosistema è necessario attivare politiche trasversali che sappiano tagliare in orizzontale la complessità. Il modello per silos della politica tradizionale non funziona più”.

Secondo Massoletti, “il mercato è selettivo, non perdona e non aspetta i ritardatari. Le piccole imprese chiudono, i centri delle città si desertificano e si trasformano, portandosi dietro fenomeni di nuova marginalità. È necessario agire subito, affrontando in modo integrato tutti i fattori coinvolti: dalla rigenerazione urbana, anche nei rapporti con le proprietà immobiliari, all’accessibilità tramite infrastrutture e trasporti; dalla sostenibilità, che comprende energia, economia circolare e semplificazione burocratica, alla tecnologia e alla gestione dei dati, incluse intelligenza artificiale predittiva e cybersecurity. Occorre inoltre intervenire sul contrasto alla desertificazione commerciale, attraverso il sostegno a startup, piattaforme di aggregazione tra imprese (DUC), formazione e politiche per il ricambio generazionale. Centrale è anche il tema del turismo, legato a cultura, identità e marketing territoriale; quello del credito, con l’obiettivo di costi più contenuti e uniformi a livello europeo; e del fisco, da armonizzare per garantire regole più eque. Infine, va affrontato con decisione il tema della concorrenza sleale, assicurando “stesse regole per lo stesso mercato”, anche rispetto alle piattaforme di vendita online”.

“Come Confcommercio – ha concluso Massoletti – non abbiamo una ricetta definitiva, ma abbiamo le idee chiare sugli obiettivi. Le soluzioni operative dipenderanno in larga misura dal livello di consapevolezza che le istituzioni sapranno maturare rispetto a questi problemi e dalla capacità di costruire un’interlocuzione efficace e continuativa con la politica, così da tradurre le priorità individuate in politiche concrete e realmente attuabili”.

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