Netta accelerata a ottobre del processo di discesa dei prezzi partito già da qualche mese. I dati preliminari Istat (link ai dati completi in pdf) indicano infatti un crollo a +1,8% su base annua (un dato che non si registrava da luglio 2022) rispetto al +5,3 del mese precedente, mentre su base mensile si registra un +0,1% contro il +0,2% di settembre. L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l’indice generale e a +5,1% per la componente di fondo.
Il forte calo si deve soprattutto al consistente rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli Energetici, sia non regolamentati (da +7,6% a -17,7%) che regolamentati (da -27,9% a -32,7%) e, in misura minore, alla dinamica degli Alimentari non lavorati (da +7,7% a +5%) e lavorati (da +8,9% a +7,4%). Effetti solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,7% a +4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,8% a +4%).
La inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta da +4,6% a +4,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici (da +4,8%, registrato a settembre, a +4,2%).
In netta frenata la crescita su base annua dei prezzi dei beni
I dati preliminari Istat indicano una diminuzione da +5,3% a +1,9% su base mensile, mentre rispetto allo stesso mese del 2022 cè un aumento dello 0,1% (era +0,2% a settembre).
Commentando le stime preliminari sull’inflazione, l’Ufficio Studi Confcommercio ha evidenziato che
Secondo il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella,