Eccolo il temuto, netto aumento dellinflazione, lombra che si allunga sulla forte ripresa economica in atto. A settembre, dice lIstat nella sua stima preliminare (i dati completi in pdf), l’indice nazionale dei prezzi al consumo è infatti aumentato del 2,6% su base annua (era +2% ad agosto), un livello mai più raggiunto da ottobre 2012. Su base mensile, invece, cè un lieve calo dello 0,1%). A spingere il rialzo continuano a essere i prezzi dei Beni energetici (+20,2%) sia della componente regolamentata (+34,3%) sia di quella non regolamentata (+13,3%). In rialzo anche i Beni alimentari (da +0,7% di agosto a +1,2%), i Beni durevoli (da +0,5% a +1%) e i Servizi relativi ai trasporti (da -0,4% a +2%). Ma anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,5% a +1,8%) contribuiscono allaccelerazione, così come i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,6% a +1,2%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,4% a +2,8%). Quanto al lieve calo congiunturale, è dovuto soprattutto alla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%), dinamica solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,8%). L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo, mentre la “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici salgono entrambe, rispettivamente da +0,6% a +1,1% e da +0,5% a +1,2%.