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Confcommercio: "Famiglie più caute, le imprese tengono"

Il commento di Confcommercio ai dati Istat sulla fiducia a marzo 2026

Secondo i dati Istat (guarda il link al documento integrale in pdf), a marzo la fiducia dei consumatori scende da 97,4 a 92,6, con un calo diffuso che riguarda soprattutto le valutazioni sull’economia del Paese, in forte deterioramento. Peggiorano anche le aspettative sul futuro e, più moderatamente, i giudizi sulla situazione personale. Il dato segnala una crescente prudenza che potrebbe frenare i consumi.

Sul fronte delle imprese, invece, il quadro è più solido: l’indice complessivo resta quasi invariato (da 97,4 a 97,3). Migliora leggermente la fiducia nella manifattura, nelle costruzioni e nei servizi, mentre il commercio al dettaglio è in calo, in linea con il peggioramento del clima tra i consumatori. Nel complesso emerge una divergenza: famiglie più pessimiste, imprese ancora resilienti, ma con segnali di cautela.

 

Confcommercio: “Famiglie più caute, le imprese tengono”

Il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha sottolineato che “come era in parte atteso anche alla luce delle evidenze già emerse a livello di euro area, l’inizio del conflitto in Iran ha pesato negativamente sulla fiducia delle famiglie, interrompendo il percorso di graduale recupero iniziato alla fine del 2025. Meno esposte, per adesso, sembrano le imprese, almeno in termini di percezioni“.
Secondo Bella, “sui giudizi delle famiglie ha pesato, inevitabilmente, l’attesa di un brusco e deciso
peggioramento delle dinamiche inflazionistiche, in parte già rilevato attraverso i prezzi
dei carburanti. Se tali dinamiche dovessero perdurare, inciderebbero negativamente sui
redditi reali, quindi sui consumi e, infine, sul complesso dell’attività economica”.

Sul versante delle imprese – ha aggiunto il direttore –  le aspettative peggiori si rilevano presso il commercio al dettaglio, il settore dove si scaricheranno tutti i problemi derivanti dalle eventuali perdite di potere d’acquisto. Tra gli operatori degli altri settori permangono ancora attese moderatamente positive, con spunti d’importante ripresa per il turismo, segmento che, sulla scia di un positivo andamento degli ordini, sembra attendersi una favorevole evoluzione della domanda in occasione della Pasqua e delle festività primaverili”. “D’altra parte – ha concluso Bella – le difficoltà e i costi degli spostamenti a lungo raggio potrebbero indurre a convogliare la domanda su mete più facilmente raggiungibili e ritenute più sicure, tra le quali certamente l’Italia, già straordinariamente premiata dal boom di presenze registrato a gennaio 2026“.

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