La stima preliminare dellinflazione nel mese di marzo, effettuata nei primi 20 giorni del mese ed elaborata in un contesto di oggettiva difficoltà per la chiusura di molte attività, è un dato in larga parte atteso, in considerazione del brusco rallentamento delleconomia che ha coinvolto in primo luogo la domanda di energetici e larga parte dei servizi (per i quali in molti casi landamento dei prezzi è frutto di stime); è il commento dellUfficio Studi di Confcommercio sui dati Istat.
Allo stesso tempo – continua lUfficio Studi – era atteso un contenuto aumento dei prezzi degli alimentari legato sia a fattori stagionali sia allimprovviso allaumento della domanda. Va anche segnalato laumento della componente fiscale sui tabacchi. Lassenza dinflazione non è daltra parte una novità per il nostro Paese che sconta ormai da quasi un anno tassi mensili tendenziali inferiori all1%.
Soprattutto durante lemergenza – conclude Confcommercio – la stabilità dei prezzi sostiene il valore del reddito disponibile e dei risparmi. Anche per questa ragione,i provvedimenti di supporto al sistema produttivo e alle famiglie devono essere ben progettati: è necessario che agli ingenti trasferimenti e alle importanti iniezioni di liquidità corrisponda il funzionamento e lintegrità delle principali filiere produttive, al fine di evitare un eccesso di pressione della domanda che potrebbe comportare, nel breve termine, sfavorevoli tensioni inflazionistiche.