Il rallentamento in atto maggior parte dei Paesi europei ha ormai coinvolto anche leconomia italiana, che aveva reagito meglio di altre ai danni causati dalla pandemia. Dopo un secondo trimestre 2023 negativo, infatti, anche le dinamiche dei mesi estivi sono state molto deboli: la stima che lUfficio Studi confederale affida allultimo numero di Congiuntura Confcommercio parla di una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali sia ad agosto che a settembre. Nel terzo trimestre si avrebbe dunque una crescita del Pil dello 0,1% rispetto al periodo aprile-giugno e dello 0,2% su base annua. Non sarebbe possibile, di conseguenza, raggiungere lobiettivo di una crescita all1% a fine anno e dunque è ora possibile stimare un +0,8% (era +1,2% nella previsione precedente), mentre anche per il 2026 c’è un taglio da +1% a +1,3%. Il 2023, ha spiegato il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, è
Le incertezze e le difficoltà del quadro economico si leggono anche nella debolezza dei consumi. Non a caso ad agosto lIndicatore Consumi Confcommercio è sceso dello 0,2% su base annua, per effetto della flessione della domanda di beni (-1,1%), non compensata completamente dalla crescita sul versante dei servizi (+1,3%). Su base mensile, si confermano in recupero lautomotive (+16,3%), i servizi ricreativi (+12,7%) e i trasporti aerei (+11,7%), mentre poco dinamici appare la domanda sul fronte di alberghi e pasti e consumazioni fuori casa (+0,3%). In negativo, di nuovo, si abbigliamento e calzature (-0,6%) e consumi di beni alimentari (-3%). L’Ufficio Studi Confcommercio stima che in due anni le famiglie italiane hanno cercato di sostenere i consumi intaccando la ricchezza finanziaria, con una perdita reale di 17.600 euro di potere d’acquisto.
CLICCA QUI PER LEGGERE LA CONGIUNTURA COMPLETA