I dati preliminari Istat indicano che a dicembre le vendite al dettaglio sono aumentate su base mensile dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume (link ai dati completi in pdf). Su base tendenziale la crescita è più evidente (+2,2% in valore e +0,4% in volume), mentre nel trimestre marzo-maggio l’incremento in valore è dell’1,2% e in volume dello 0,5%.
I beni alimentari crescono su base mensile dello 0,2% sia in valore che in volume, mentre rispetto allo tesso mese del 2025 aumentano in valore (+2%) e diminuiscono in volume (-0,4%). I non alimentari mostrano analogo andamento su base mensile (+0,2% in valore e volume), mentre su base congiunturale la crescita sia in valore che in volume è rispettivamente del 2,2% e dello 0,9%.
Variazioni tendenziali positive si registrano per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione dei Generi casalinghi durevoli e non durevoli (-0,2%). L’aumento maggiore riguarda Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+4,9%). Rispetto a maggio 2025, il valore delle vendite è in aumento per tutte le forme distributive tranne quelle al di fuori dei negozi (-2,1%). Il volume delle vendite, invece, è in crescita solo per la grande distribuzione (+1,0%) e, in modo rilevante, per il commercio online (+12,1%).
Confcom: “L’inflazione non ferma i consumi, soffrono i piccoli negozi”
“Dati che, seppur non brillanti, segnalano come l’economia italiana, nonostante tutte le difficoltà, continui ad essere attraversata da innegabili spunti di vivacità. In questo contesto, infatti, le famiglie, pur condizionate nei loro comportamenti dalla ripresa dell’inflazione che ha colpito principalmente beni e servizi il cui acquisto è indifferibile, continuano a mostrare una decisa volontà di recupero della domanda per consumi. Inoltre, al dato sulle vendite, che nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 segnala una crescita in volume dello 0,7% sullo stesso periodo dello scorso anno, vanno anche sommati i positivi andamenti degli acquisti di autovetture”.
Così l’Ufficio Studi Confcom, secondo il quale “a supportare l’immagine di una ripresa della domanda vi è la sostanziale diffusione, nei periodi più recenti, del miglioramento delle vendite tra le diverse merceologie del non alimentare. Al contrario, gli elementi di fragilità del quadro complessivo insistono sui formati di vendita: alla netta crescita del commercio elettronico fa, infatti, da contraltare la perdurante crisi delle imprese di minori dimensioni, soprattutto di quelle che operano nel segmento degli alimentari”.