Il green pass per i viaggi è fondamentale anche per il turismo lombardo: se non si fa in fretta rischiamo di compromettere lestate. In gioco ci sono oltre 4 miliardi di euro, essenziali per la tenuta di migliaia di imprese È lappello di Confcommercio Lombardia affinché si definiscano velocemente le modalità per far ripartire il turismo, anche attraverso il cosiddetto green pass allo studio del Governo e, su scala internazionale, dellUnione Europea. Una sollecitazione che si accompagna alla richiesta di accelerare con le riaperture in sicurezza.
Allo stato attuale rileva Confcommercio Lombardia – senza aperitivo e cena, le città si svuotano alle 18. Riaprire nel rispetto dei protocolli bar e ristoranti, oltre che di estrema importanza per la vita sociale delle nostre città, significa garantire ricadute a cascata per tutte le altre categorie del commercio. E sul tema degli spazi allaperto resta lallarme: Anche in Lombardia un pubblico esercizio su due è senza dehor: quelle del 26 aprile, nelle modalità annunciate, rischiano quindi di essere riaperture quasi solo di facciata che porteranno, tra laltro, a profonde discriminazioni allinterno delle stesse categorie.
Il tema del green pass per consentire gli spostamenti anche in vista dellestate è sostanziale per il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti: Prima dellemergenza Covid, il turismo estivo in regione contava oltre 16 milioni di presenze, di cui il 65% straniere, tra giugno e settembre; è chiaro che in una situazione non ancora del tutto ristabilita non torneremo a numeri paragonabili, ma occorre fare tutto il possibile per consentire larrivo in sicurezza del maggior numero di turisti. Che sia il green pass o unautocertificazione per gli spostamenti nazionali tra regioni rosse e arancioni, basta che si faccia in fretta.
Un comparto, quello del turismo lombardo, piegato da un anno e due mesi di emergenza sanitaria. Si tratta di un settore tra i più colpiti: basti pensare alla montagna, che ha visto sfumare quasi completamente due intere stagioni, con un profondo rosso da quasi un miliardo di euro; le città darte, di fatto totalmente svuotate di turisti, o il blocco completo di grandi eventi internazionali che hanno ricadute sullintero sistema economico lombardo, dal Salone del Mobile alle settimane della moda osserva Massoletti. Un disastro prosegue – raccontato dai numeri: la maggior parte delle strutture ricettive chiuse da mesi, fatturati crollati del 90% e tassi di occupazione delle camere intorno al 5% in quelle poche strutture rimaste aperte, nonostante tutto. Per non parlare della crisi dei grandi hub aeroportuali e dellindotto.
Per questo, in cima alle priorità, devono esserci il via libera agli spostamenti e un piano di sostegno allintero comparto turistico: Ci sono Paesi che hanno già dato il via ad una campagna senza esclusione di colpi per assicurarsi una fetta di nostri potenziali turisti. Non cè un minuto da perdere conclude Massoletti.