Dopo un febbraio sostanzialmente statico, il mese di marzo registra un aumento dell’occupazione su base mensile dello 0,1%, pari a +22mila unità. Buone notizie anche per il tasso di disoccupazione che cala al 7,8% (-1,1%), quello giovanile scende invece al 22,3% (-0,1%). Questi i dati preliminari diffusi dall’Istat (qui i dati completi in pdf).
Da quanto emerge dai dati dell’Istituto, è in calo anche il numero di persone in cerca di lavoro rispetto a febbraio 2023 (-1,1%, pari a -22mila unità), in particolare tra gli uomini, le donne e tra gli under 35. Il tasso di inattività rimane invece invariato al 33,8%, per effetto della crescita tra gli uomini e tra chi ha 50 anni o più e della diminuzione tra le donne, i 15- 24enni e i 35-49enni. Rispetto a marzo 2022, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-5,1%, pari a -106mila unità) che il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,2%, pari a -281mila).
Per quanto riguarda loccupazione, il numero di occupati supera quello dello stesso mese dell’anno precedente dell’1,3% (+297 unità), grazie all’incremento dei dipendenti permanenti e degli autonomi e di un calo dei dipendenti a termine. L’aumento interessa uomini, donne e tutte le classi d’età, eccetto i 35-49enni, per via della dinamica demografica negativa. In sintesi il tasso di occupazione rimane stabile al 60,9% e gli occupati arrivano a quota 23milioni 349mila.
Confcommercio: “Mercato del lavoro in ripresa, ma su autonomi e donne restano criticità”
“Anche a marzo, in linea con un quadro economico che continua ad evidenziare segnali di vivacità, il mercato del lavoro ha registrato un andamento positivo consolidando il trend iniziato a febbraio del 2021 con una crescita, ad oggi, di quasi 1,2 milioni”. Questo il commento dellUfficio Studi di Confcommercio ai dati Istat su occupati e disoccupati nel mese di marzo. “In questo contesto, che ha visto anche un progressivo incremento della partecipazione della popolazione al mercato del lavoro in presenza di un tasso di disoccupazione che appare ormai stabilizzato su valori prossimi all8% – prosegue la nota – non mancano però elementi di criticità. In particolare, il mondo del lavoro autonomo continua a mostrare elementi di difficoltà”. “Allo stesso tempo, nonostante la tendenza ad una maggiore partecipazione, i tassi di attività della componente femminile continuano a risultare distanti da quanto registrato negli altri paesi europei. Sui risultati, comunque confortanti, dellattuale congiuntura economica conclude lUfficio Studi – incombono i pericoli della crisi demografica: il bacino potenziale per la nuova occupazione si inaridisce progressivamente e la somma tra le forze di lavoro e gli inattivi cala di oltre 660mila unità negli ultimi tre anni, rendendo sempre più urgente innalzare i tassi di partecipazione nonché le competenze e le abilità di lavoratori e disoccupati”.
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