“È un dato leggermente peggiore delle attese (-0,3% contro -0,2% dellultima congiuntura Confcommercio) che se fosse confermato costituirebbe la più grave contrazione congiunturale dellattività economica dallinizio del 2013. Al di là delle correzioni che potranno essere apportate, si tratta dellennesima conferma di una perdurante fase di stagnazione dalla quale si può uscire solo con un recupero della produttività sistemica”. È il commento dellUfficio Studi di Confcommercio alla stima sul PIL nellultimo quarto dello scorso anno diffusa dallIstat. In considerazione dellassenza di concreti segnali di miglioramento del quadro congiunturale e dato il trascinamento negativo ereditato, le prospettive per il 2020 delineano una variazione del PIL (+0,3%) non molto migliore di quella dellanno che si è appena concluso (+0,2%). Questa condizione conclude la nota – accresce le difficoltà di riduzione dei principali rapporti di finanza pubblica e rappresenta un vincolo a qualsiasi progetto di riforma strutturale, compresa quella fiscale. Per la stessa ragione, tali progetti sono ancora più urgenti. Per ottenere concreti risultati, a questo punto è davvero necessario un impegno straordinario da parte di tutte le componenti della società.