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Confcommercio, resta il nodo dell'occupazione femminile

Il commento di Confcommercio ai dati Istat sull'occupazione pubblicati a gennaio 2026

Dopo il buon risultato di ottobre (occupazione in aumento, disoccupazione in calo al 6%), a novembre i dati provvisori dell’Istat (link ai dati definitivi in pdf) “disegnano” un mercato del lavoro con risultati “misti”:  il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (con quello giovanile in calo di 0,8 punti al 18,8%) e quello di occupazione arretra a quota 62,6%.

Per quanto riguarda la disoccupazione, la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2%, pari a -30mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni, mentre la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +72mila unità) interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti).

Sul fronte occupazionale, il numero di occupati (sono 24 milioni 188mila), è in calo rispetto al mese precedente, una diminuzione (-0,1%, pari a -34mila unità) che coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni. Il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Su base annua il numero di occupati aumenta dello 0,7% (+179mila unità), con il tasso in crescita di 0,3 punti percentuali.

Confcommercio: “Un calo che non preoccupa”

Secondo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “il contenuto calo dell’occupazione registrato a novembre seppure necessita di essere guardato con attenzione non suscita al momento particolari preoccupazioni. Al di là dei numeri del singolo mese, che possono portare a guardare all’ultimo dato come fisiologico dopo un bimestre di importanti miglioramenti occupazionali, lo scenario di fondo è di un mercato del lavoro che, seppure meno dinamico rispetto all’ultimo triennio, presenta ancora importanti spunti di vivacità”.

Nella media degli undici mesi del 2025 – ha concluso Bella – il numero di occupati è aumentato di oltre 200mila unità portando la crescita dal minimo del 2020 a quasi 1,8 milioni di persone. Gran parte di questa occupazione si è concentrata tra i dipendenti a tempo indeterminato, quasi 1,7 milioni. Tra le note più critiche continua ad esserci la scarsa presenza delle donne nel mercato del lavoro. Nonostante i progressi degli ultimi anni, che hanno visto questa componente dell’occupazione aumentare tra il 2020 ed il 2025 di oltre 870mila unità, il tasso d’inattività femminile rimane ancora superiore al 42%”.

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