Lattuale sistema fiscale italiano, originato dalla riforma degli inizi degli anni settanta e più volte revisionato nel corso degli anni, ha finito per generare, nel tempo, unalta pressione fiscale associata ad un sistema normativo farraginoso e complesso. Per Confcommercio, quindi, la riforma dellIRPEF dovrà essere finalizzata alla riduzione della tassazione sui redditi da lavoro da intendere nellaccezione più ampia, sia dipendente, sia autonomo, sia dimpresa, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso ed incentivare liniziativa privata. Così Lino Stoppani, Vice Presidente Vicario di Confcommercio, nel corso dellaudizione alle Commissioni Finanze di Camera e Senato nellambito dellindagine conoscitiva sulla riforma dellimposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario.
Per fare ciò ha detto Stoppani – occorre, in primo luogo, eliminare le principali criticità dellattuale impianto dellIRPEF attraverso il recupero della progressività dellimposta; leliminazione dei fattori distorsivi dellimposta che alterano la sua progressività e determinano lattuale divario tra le aliquote nominali e le aliquote effettive; una maggiore trasparenza delle regole di determinazione dellimposta“.
Secondo Stoppani, “la riduzione della pressione fiscale, inoltre, dovrà avvenire senza incremento delle imposte indirette, al fine di non comprimere i consumi, e senza fare ricorso ad imposte patrimoniali fuori contesto che finirebbero per deprimere la ripresa. Occorre, infine, giungere ad una generale semplificazione del sistema fiscale anche attraverso la sistematizzazione di tutto il quadro normativo in un Codice Tributario Unico.
“In estrema sintesi, è necessaria ha concluso il Vice Presidente Vicario di Confcommercio – una semplificazione del sistema fiscale in grado di favorire il dialogo – anche in forma digitale – tra Fisco e contribuenti.