Secondo i dati Istat (link al documento, completo in pdf) nel primo trimestre del 2026, il prodotto interno lordo, calcolato in valori concatenati con anno di riferimento 2020 e corretto per gli effetti di calendario e la stagionalità, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% su base annua. Rispetto al trimestre precedente, si è registrata una giornata lavorativa in meno, mentre il numero di giornate lavorative è rimasto invariato rispetto al primo trimestre del 2025.
“La crescita congiunturale riflette un andamento differenziato tra i settori: da un lato si osserva un incremento del valore aggiunto nei servizi, dall’altro una contrazione nell’agricoltura e nell’industria“. Dal punto di vista della domanda, il contributo della componente nazionale (al netto delle scorte) è risultato negativo, mentre la componente estera netta ha fornito un apporto positivo. Nel complesso, la variazione acquisita per l’intero 2026 si attesta allo 0,5%.
Confcommercio: “Se crisi prosegue ci sarà impatto sulla crescita”
Secondo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “l‘eventuale protrarsi del conflitto in Medio Oriente non potrà non impattare, nei prossimi mesi, sulle dinamiche di crescita, con il rischio d’interrompere il moderato trend di sviluppo che, come certificato oggi dall’Istat, iniziato nella seconda parte del 2025 è proseguito in tutto il primo trimestre del 2026. Dinamiche che, seppure non eccezionali, segnalavano la possibilità per la nostra economia di tornare ad una crescita prossima se non superiore all’1%. Pur in presenza di un rallentamento, se il conflitto si risolverà in tempi brevi la crescita acquisita dello 0,5% rende possibile la realizzazione degli obiettivi indicati dal recente DFP“.