Secondo le stime diffuse dall’Istat (link al documento completo in pdf), nel marzo scorso l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile a fronte di un lieve calo della disoccupazione. Il tasso relativo a quest’ultima scende infatti al 5,2% (-0,1 punti rispetto a febbraio), con quello giovanile che invece sale al 18,1% (+0,6 punti). In diminuzione il numero di persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) e in crescita gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a +46mila unità), con il tasso di inattività che sale al 34,1% (+0,1 punti).
Per quanto riguarda l’occupazione il tasso resta invariato al 62,4% ma scende su base mensile il numero di occupati (-0,1% pari a -12mila unità), un calo che coinvolge donne, dipendenti a termine, autonomi, 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età. A risultare occupati sono 24 milioni e 124mila persone, in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti a termine (2 milioni e 440mila) e gli autonomi (5 milioni e 270mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 414mila). Rispetto a marzo 2025 si registrano 30mila occupati in meno, sintesi del calo dei dipendenti permanenti (-14mila) e a termine (-142mila) e della crescita degli autonomi (+125mila).
Confcommercio: “Troppo bassa la partecipazione femminile”
L’Ufficio Studi ha sottolineato che “il rallentamento delle dinamiche occupazionali, rilevato a marzo, genera scarsa preoccupazione in considerazione di un tasso di disoccupazione che si conferma ai minimi storici e di un’occupazione dipendente a tempo indeterminato che rimane stabile. Sotto questo aspetto, in prospettiva di più lungo termine, suscita, invece, più timori l’uscita di una parte della popolazione dal mercato del lavoro, che al momento trova difficoltà ad essere sostituita anche per lo scarso coinvolgimento della componente femminile i cui tassi di partecipazione rimangono ancora decisamente bassi“.