Siamo di fronte ad unemergenza sanitaria e a rischi di contagio particolarmente evidente in Lombardia e nelle zone indicate nel DPCM dell8 marzo, ma anche economica per i negozi di moda in tutta Italia a seguito delle reazioni dei consumatori che, in maniera chiara e comprensibile, hanno declinato ogni forma di acquisto non necessaria. Così il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi, che prosegue: riteniamo coerente, per quanto drammatica, la decisione che stanno assumendo numerosi punti vendita dei territori interessati dal decreto dell8 marzo di chiudere speriamo per poco tempo con lintenzione di ridurre al minimo le occasioni di contatto e di contagio. Rinunciare a qualcosa di importante come il proprio lavoro per il bene di tutti, proteggendo chi è più debole e mettendo il benessere e la salute della propria clientela e dei propri collaboratori al primo posto è una scelta di carattere e di buon senso. Siamo consapevoli che la priorità sia la salute pubblica, riteniamo però che sia altrettanto urgente che il Governo intervenga per limitare i danni alleconomia delle imprese del dettaglio moda in estrema sofferenza e di tutte le famiglie che ci lavorano.