Le imprese del turismo stanno morendo giorno dopo giorno: senza uniniezione immediata di liquidità, un aiuto economico significativo e una prospettiva circa il rientro al lavoro, perderemo una componente fondamentale e qualificante dellofferta turistica del Paese, nonché della filiera agroalimentare e della nostra tradizione enogastronomica, oltre che della nostra storia. UnItalia senza i suoi ristoranti e i suoi locali, che costituiscono una rete diffusa, qualificata ed apprezzata, emblema della cucina e dello stile di vita italiano, lItalia rischia di rimanere senza unanima, molto più triste e certamente anche meno attrattiva. Il Presidente di Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, riassume così il pensiero di 300mila imprenditori di un settore che dà lavoro a 1 milione e duecentomila persone, che sviluppa un volume daffari superiore agli 86 miliardi, con un valore aggiunto di 46 miliardi di euro. Una preoccupazione crescente, che corre di pari passo con la destabilizzazione dei bilanci, la crescente incertezza circa i tempi di riapertura dei pubblici esercizi, bar, ristoranti, pubblici esercizi e discoteche, il ritardo nellemanazione e nellattivazione di strumenti appropriati alla gravità del momento. È evidente sottolinea Stoppani che la salute degli italiani e la loro sicurezza debba continuare ad essere la priorità assoluta, ma deve partire un confronto immediato tra Governo e rappresentanti delle categorie imprenditoriali e dei lavoratori per pensare a come e quando ripartire. Lunica strada è quella di una ripresa progressiva delle attività, con tutte le cautele sanitarie che servissero, a cominciare da quelle che offrono un servizio utile per i cittadini, rispettando le misure di distanziamento tra i cittadini e di protezione dei lavoratori. Comprendiamo pienamente la situazione, ma non possiamo restare chiusi ad oltranza o moriremo tutti per crisi economica. Così come accade per tutti gli altri attori della filiera agroalimentare, deve essere garantita almeno la possibilità di vendita con modalità di asporto. Non la somministrazione sul posto ma, assieme al delivery, la vendita take away dei nostri prodotti. È solo un esempio, ma è indispensabile cominciare a ridare speranza, dignità e futuro a migliaia di imprenditori.