Nellambito indicato, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota di 13.850 unità, comprese le quote da riservare alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo.
Le 13.850 quote sono cosi ripartite:– 500 cittadini stranieri non comunitari residenti allestero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi dorigine;– per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, di 100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile;– per la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di: a) 5.750 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; b) 4.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; c) 500 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dellUnione europea.
È inoltre autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di:a) 500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;b) 100 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dellUnione europea.
Le quote destinate alle conversioni (10.850 unità) in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo, previste dal DPCM, saranno ripartite a livello territoriale dalla Direzione Generale dellimmigrazione e delle politiche di integrazione dei Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – tramite il sistema informatizzato SILEN – sulla base delle effettive domande che perverranno agli Sportelli Unici per limmigrazione.
È consentito, inoltre, lingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, nellambito della quota di cui allarticolo 1, di 2.400 cittadini non comunitari residenti allestero, appartenenti alle seguenti categorie:– imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per leconomia italiana, che preveda limpiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;– liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;– titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;– artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal D.M. 11 maggio 2011, n. 850;– cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative», in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con limpresa.
Lavoro stagionaleSono inoltre ammessi in Italia, in via di programmazione transitoria dei flussi dingresso dei lavoratori non comunitari per lanno 2017, per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadini non comunitari residenti allestero entro una quota di 17.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (art. 4, D.P.C.M. 13 febbraio 2017).La quota riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari cittadini di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa dAvorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.Nellambito della quota, è riservata una quota di 2.000 unità per i lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati al comma 2, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei 5 anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.La quota di 17.000 unità sarà ripartita a cura del Ministero del lavoro agli Ispettorati Territoriali dei Lavoro con successiva circolare, sulla base del fabbisogno scaturito dalle consultazioni effettuate a livello locale anche con le Regioni, parti sociali e organizzazioni sindacali.
Per qualsiasi chiarimento, lufficio Gestione rapporti di lavoro (rag.Monica Guerini e dott.ssa Rossella Rossi) è a disposizione degli associati (tel. 030.292183).