Lo scorso 17 settembre la Confederazione ha avuto un incontro ufficiale con il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, al fine di portare all’attenzione del Governo le proprie priorità in materia fiscale in vista dell’emanazione della Legge di Bilancio 2026.
In tale incontro è stato evidenziato che la Manovra di Bilancio 2026 si intreccia, inevitabilmente, con la Legge Delega al Governo per la riforma fiscale, il cui completo processo di attuazione resta imprescindibile per lo sviluppo e la crescita economica del nostro Paese.
In particolare, promozione di “compliance” (con specifico riferimento al “concordato preventivo biennale”), nonché contrasto e recupero di evasione ed elusione fiscale, possono essere linee d’azione concorrenti al finanziamento dell’impianto di riforma dell’IRPEF. In considerazione, tanto del rallentamento della congiuntura economica, quanto dell’impatto del drenaggio fiscale sui redditi di medio livello e dell’avviata riduzione delle detrazioni, si ritiene urgente il conseguimento dell’obiettivo di riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35 per cento al 33 percento, nonché di quello dell’innalzamento del corrispondente scaglione di reddito da 50.000 euro a 60.000 euro.
Sempre al fine di sostenere i redditi medio-bassi e dare un impulso ai consumi – soprattutto in determinati periodi dell’anno – si dovrebbe giungere, gradualmente, alla detassazione, in maniera strutturale, delle tredicesime mensilità. Principio questo, tra l’altro, previsto dalla stessa Legge Delega al Governo per la riforma fiscale.
Analogamente, dovrebbe essere alleggerito il prelievo fiscale sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Inoltre, è necessario che venga resa strutturale la maggiorazione del costo del lavoro ammessa in deduzione ai fini IRPEF ed IRES, riguardante i nuovi assunti a tempo indeterminato, maggiorazione che la Legge di Bilancio per il 2025 ha prorogato per il triennio 2025-2027.