Lo scorso 17 ottobre, il Governo ha approvato il Disegno di Legge di Bilancio 2026 (A.S. n. 1689).
Il provvedimento ha iniziato il suo iter parlamentare in Senato e sarà approvato, definitivamente, entro il prossimo 31 dicembre.
La Manovra di Bilancio – che prevede interventi per 18,8 miliardi di euro – va nella giusta direzione perché è una Manovra seria, equilibrata, responsabile, che conferma il percorso di risanamento dei conti pubblici e dà priorità – attraverso misure mirate – ai redditi bassi, al lavoro dipendente, al ceto medio, alla famiglia, alle imprese.
In sintesi, sostiene il potere d’acquisto delle famiglie e favorisce la crescita e la competitività delle imprese. Di seguito si illustrano, brevemente, le principali misure in materia fiscale di interesse per il nostro Sistema ed i correttivi proposti dalla Confederazione, pur consapevoli delle ridotte risorse finanziarie a disposizione. La misura di maggiore interesse contenuta nella Manovra di Bilancio 2026, è – senza ombra di dubbio – la riduzione della seconda aliquota IRPEF, dal 35% al 33%, per lo scaglione di reddito compreso tra 28.000 euro e 50.000 euro.
Si tratta di una proposta della Confederazione accolta dal Governo. Tuttavia, occorre osservare come l’incidenza del drenaggio fiscale renderebbe auspicabile un intervento che estenda la predetta riduzione di aliquota ai redditi fino a 60.000 euro. Al riguardo, va ricordato che – secondo la recente indagine di “Itinerari Previdenziali” e “CIDA” – le dichiarazioni sopra i 50.000 euro riguardano il 7,1 per cento dei contribuenti e rappresentano – con oltre 84 miliardi di euro – più del 44 per cento del gettito IRPEF totale.