Lo scorso 10 giugno si è svolta l’Assemblea Annuale di Confcommercio. Nella Sua Relazione il Presidente Carlo Sangalli ha illustrato, in maniera chiara, le linee guida della politica fiscale della Confederazione: “Le quattro priorità indicate per la riforma fiscale – cioè semplificazione, certezza del diritto, riduzione del carico tributario e lotta all’evasione – incontrano in pieno quanto chiediamo da tempo.”. Mi sia consentito fare, al riguardo, qualche breve riflessione anche nella prospettiva della prossima Manovra di Bilancio.
Il Fisco può giocare un ruolo centrale nella ripresa dell’economia. Il nostro Paese ha bisogno di un sistema fiscale semplice e neutrale, capace di assicurare stabilità e certezza; di un mercato non distorto dall’evasione fiscale. Il nostro sistema fiscale, invece, è malato di “fiscocrazia”. Ad un’alta pressione fiscale si associa, infatti, un’eccessiva burocrazia ed un’incertezza delle norme.
Un Fisco predatorio ed una burocrazia asfissiante divorano l’economia reale, uccidono le imprese, mettono in ginocchio le famiglie. C’è una sola strada da seguire: “Semplificare e Ridurre”! Per noi, quindi, completare il processo di attuazione della riforma fiscale resta un passaggio imprescindibile, a partire dalla riduzione del carico fiscale su imprese e lavoratori. Bene la riduzione di due punti percentuali della seconda aliquota IRPEF dal 35 percento al 33 percento, ma l’incidenza del drenaggio fiscale richiede l’allargamento della platea dei soggetti beneficiari ai redditi fino a 60.000 euro.