L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei servizi fiscali sta vivendo una fase di rapida evoluzione, con un crescente impatto sia sulle attività di contrasto all’evasione fiscale sia sull’assistenza ai contribuenti. Tale tecnologia è ormai considerata una leva essenziale per la trasformazione della professione fiscale e per l’efficientamento dei processi amministrativi, ma richiede un rigoroso rispetto delle normative ed una costante supervisione umana.
Nell’ambito di intervento dell’Amministrazione finanziaria, l’Intelligenza Artificiale (IA) viene impiegata, principalmente, nella fase preistruttoria, per individuare anomalie e posizioni a rischio da sottoporre ad approfondimento, senza sostituire il lavoro dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate.
L’intervento umano resta fondamentale: gli algoritmi non decidono mai in autonomia e l’emissione di provvedimenti impositivi è prerogativa esclusiva del personale dell’Amministrazione finanziaria, nel rispetto del principio del contraddittorio e della tutela dei diritti dei contribuenti.
La Legge n. 132 del 2025, disciplina l’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA), vietando la produzione automatica di atti amministrativi ed imponendo il rispetto delle norme sulla privacy e sul trattamento dei dati personali. L’Intelligenza Artificiale (IA) è utilizzata per l’analisi del rischio, la selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo e l’automazione dei processi di assistenza, come, ad esempio, la compilazione del Modello 730 tramite assistenti virtuali.