Lo studio delle agevolazioni fiscali riveste notevole importanza nell’ambito del diritto tributario. Nate principalmente come esclusioni ed esenzioni d’imposta, le agevolazioni fiscali hanno, infatti, visto una notevole espansione delle loro tipologie, assumendo le più diverse forme: crediti d’imposta, deduzioni, detrazioni, dilazioni di pagamento, regimi sostitutivi e sospensioni temporanee o definitive dell’obbligazione tributaria. Nel tempo, le diverse misure agevolative si sono poi stratificate, contribuendo alla frammentarietà ed alla complessità del sistema tributario e riducendo la trasparenza del processo di prelievo e di destinazione delle risorse pubbliche.
Ciò premesso, l’ultimo Rapporto annuale sulle spese fiscali (2024) identifica 575 spese fiscali erariali, con un aumento rispetto al 2016 (468 spese fiscali) del 22,9%.
Delle 575 spese fiscali censite:
- 194 sono riconducibili all’IRPEF;
- 110 sono riconducibili all’IRES;
- 53 sono riconducibili all’IVA;
- 74 sono riconducibili alle altre imposte indirette;
- 54 misure sono rappresentate da crediti d’imposta, mentre le restanti misure sono riferite alle accise e ad altre imposte, tra cui i regimi sostitutivi.
Delle 575 misure censite, 515 risultano ancora vigenti nel 2025 e per 297 di queste è stato possibile effettuare una valutazione puntuale degli effetti finanziari che ammontano nel complesso a:
- 108,6 miliardi di euro per il 2025;
- 104,8 miliardi di euro per il 2026;
- 84,1 miliardi di euro per il 2027.
È opportuno, comunque, evidenziare la riduzione del numero di agevolazioni fiscali relative al 2024 (575) rispetto al numero registrato nel 2023 (625), ascrivibile, in parte, alla cessazione dell’operatività di talune misure agevolative per naturale scadenza, non aventi più effetti finanziari dal 2025, fermo restando, ovviamente, il mantenimento di quelle spese fiscali che – pur cessate nel 2024 o in anni precedenti – sono ancora fruibili su più annualità (2025 e successivi).