Quota 100La platea dei potenziali interessati alla Quota 100 (38 anni di contribuzione e 62 anni di età) saranno questanno circa 290mila persone, di cui il 40% dipendenti pubblici, con uno stanziamento di 3,9 miliardi di euro. Varrà solo per il triennio 2019-2021. Poi si vedrà, sebbene venga garantito il diritto per chi lo matura entro il 2021, il quale potrà accedere a Quota 100 anche dopo esaurita la fase sperimentale.Ci sono poi le finestre trimestrali per i dipendenti del settore privato, la cui pensione decorre dopo tre mesi (cioè dal 1° aprile 2019), mentre per i dipendenti pubblici dopo sei mesi e non prima del 1° agosto 2019. È previsto, poi, un assegno più magro visto che si cessa prima lattività lavorativa (62 anni) e quindi ci sono meno anni di contribuzione. Inoltre, il coefficiente di calcolo applicato è più basso per le età più giovani, visto che il montante accumulato viene spalmato su più anni di erogazione. Secondo calcoli ministeriali, il taglio della pensione cresce dal 5% circa in caso di anticipo di un solo anno mentre va oltre il 30% se lanticipo supera i 4 anni.Se si tiene conto però che la prestazione si percepisce per più tempo, la riduzione passa allo 0,22% per un solo anno di anticipo, mentre è del 9% per chi lascia il lavoro questanno anziché nel 2025 (al compimento di 67 anni di età per la vecchiaia).Sempre il Decreto prevede anche la non cumulabilità di Quota 100 con i redditi da attività lavorativa superiore a 5mila euro lanno. Divieto che durerà fino alla data in cui il pensionato compia letà di vecchiaia, ossia 67 anni. È questa una condizione che scoraggia una gran parte degli aventi diritto a cominciare, per esempio, dai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e Coldiretti) che sono obbligati a cessare le loro attività per accedere a questa nuova prestazione, nonché chi possiede elevata professionalità che, come è noto, se va in pensione si dedica a prestare consulenze.
Opzione donnaIl Decreto contiene anche la proroga di un anno per la cosiddetta Opzione donna, cioè la possibilità di ottenere la pensione in anticipo con il meno vantaggioso metodo di calcolo contributivo.Sono interessate le lavoratrici dipendenti e le autonome rispettivamente con 58 e 59 anni di età e 35 anni di contribuzione raggiunta entro il 31 dicembre 2018. È prevista, poi, la finestra mobile di uscita: 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. Ad esempio, qualora i 35 anni di contributi siano stati perfezionati nel giugno 2018, la prima finestra si aprirà il 1° luglio 2019, se trattasi di lavoratrice dipendente; il 1° gennaio 2020, se si tratta di lavoratrice autonoma.La scelta non è indolore poiché il calcolo contributivo comporta spesso una decurtazione dellassegno di circa il 25-30% che resta poi per tutta la vita.
Pensione anticipataAlmeno per la pensione anticipata (ex Anzianità) il Decreto ha disposto la cancellazione delladeguamento allaspettativa di vita fino al 2026 cristallizzando il requisito contributivo unico previsto per detta prestazione, a 41 anni e 10 mesi per le donne, a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni per i precoci (chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età). La novità ha effetto dal 1° gennaio scorso annullando in questo modo lincremento di 5 mesi già previsto. La possibilità di accesso a tale pensione, però, si aprirà trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Non è prevista la distinzione tra dipendenti pubblici e privati, a differenza di quanto indicato nella Quota 100. Quanto detto non vale per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018.
APE socialeÈ disponibile anche questanno lanticipo pensionistico (Ape) nelle sue tre versioni: sociale, volontario, aziendale. Tre soluzioni che consentono di ottenere uno scivolo economico verso la pensione vera e propria.In particolare, lApe sociale è a carico della fiscalità generale, una sorta di pre-pensione assistenziale di accompagno alla pensione.Per accedere a questo anticipo gratuito occorre avere 63 anni di età, rientrare in una delle quattro categorie di beneficiari (disoccupati,caregivers, invalidi civili, addetti a mansioni gravose) e almeno 30 o 36 anni di contribuzione. La prestazione viene concessa fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia e limporto è pari a quello della pensione maturata al momento della domanda dellApe, con un massimo di 1.500 euro lordi mensili erogato per 12 mensilità lanno. Occorre, poi, aver smesso di lavorare, ma successivamente detta prestazione è compatibile con la ripresa dellattività lavorativa se da questultima deriva un reddito fino a 8.000 euro lanno da lavoro dipendente e fino a 4.800 euro da lavoro autonomo.
Nella Tabella A che si riporta è indicato come ottenere questanno alcune importanti prestazioni di pensione, tenendo conto delletà e dei requisiti contributivi richiesti.
In applicazione delle particolari normative approvate, per i chiarimenti e gli approfondimenti (possibili scelte e, tra queste, le più convenienti), si consiglia di rivolgersi al Patronato 50&Più Enasco (Brescia, via Bertolotti, 1 – 2° piano, tel. 030.3771785), che con esperti operatori assiste da sempre gratuitamente su tutto il territorio nazionale.
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TABELLA A – COME ANDARE IN PENSIONE NEL 2019
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TIPO DI PENSIONE
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ETÀ
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CONTRIBUTI
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PENSIONE DI VECCHIAIA(donne e uomini)
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67 anni
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20 anni
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PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA
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71 anni
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5 anni
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PENSIONE ANTICIPATA DONNE
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–
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41 anni e 10 mesi
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PENSIONE ANTICIPATA UOMINI
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–
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42 anni e 10 mesi
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QUOTA 41(per soli lavoratori precoci)
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–
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41 anni
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QUOTA 100
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62 anni
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38 anni
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PENSIONE ANTICIPATA CONTRIBUTIVA (COMPUTO)
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64 anni
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20 anni
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OPZIONE DONNA lavoratrici dipendenti lavoratrici autonome
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58 anni59 anni
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35 anni35 anni
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APE SOCIALE lavori gravosi
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63 anni63 anni
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30 anni36 anni
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