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Presidente Sangalli: "La crescita si costruisce alzando la qualità del lavoro"

L'intervento di Confcommercio in apertura della XXV edizione del Forum Confcommercio

“Il messaggio è molto chiaro: all’inizio del 2026 avevamo condizioni favorevoli, poi è arrivata la guerra in Iran. È uno scenario che pesa direttamente sui nostri settori, in particolare commercio, turismo, trasporti e servizi che sono i più esposti all’aumento dei costi, alla riduzione dei flussi di domanda e al rallentamento dei consumi. Le tensioni internazionali alimentano incertezza, frenano la domanda e colpiscono soprattutto le imprese più legate al territorio e ai consumi delle famiglie. E quando si fermano i consumi, si ferma il cuore stesso della nostra economia”.

Aprendo i lavori della venticinquesima edizione del Forum Confcommercio, il presidente Carlo Sangalli ha sottolineato che “le crisi internazionali aggravano i nostri problemi. C’è bisogno di una nuova capacità di reazione. E sono illuminanti le parole di Papa Leone con il suo costante richiamo alla pace come ‘presenza’, come ‘cammino,’ come ‘principio che guida e determina le nostre scelte”.

Ma “il vero nodo dell’Italia è interno e viene da lontano: non siamo fragili per colpa delle crisi ma perché non abbiamo risolto i nostri problemi strutturali”.

Dopo aver evidenziato i risultati salienti della ricerca realizzata dall’Ufficio Studi proprio in vista del Forum, Sangalli ha cominciato ad affrontare il tema più “caldo” del momento in tema di lavoro, ovvero, i cosiddetti “contratti pirata”. Che sono “un danno anche per il Paese” ed è per questo che è necessario “introdurre alcuni principi che devono valere per tutte le organizzazioni di rappresentanza delle imprese”.

Confcommercio ha avanzato a questo proposito alcune proposte concrete, quattro delle quali citate nel suo intervento da Sangalli:

  • la storicità dell’organizzazione;
  • la presenza di un sistema di welfare;
  • il numero di rapporti di lavoro regolati dai contratti;
  • l’appartenenza a organizzazioni internazionali.

Bene che negli ultimi giorni si sia “registrato un maggior interesse del Governo a dare giustamente una risposta al lavoro povero perché si è finalmente compreso che il fenomeno del dumping è una vera piaga sociale che deve essere risolta”, ma combatterla “non è una battaglia di parte, ma una battaglia sociale che richiede il contributo di tutti. Non certo interventi unilaterali, calati dall’alto”, ha proseguito il presidente confederale ricordando che sono stati “intensificati gli incontri con i sindacati e le altre organizzazioni di impresa per rinnovare i modelli contrattuali”.

“È inaccettabile tollerare che in un Paese civile ci sia spazio per contratti che pagano di meno i lavoratori, alterano la concorrenza e creano disparità tra imprese e tra lavoratori. Proprio per questo – ha concluso Sangalli – occorre con urgenza un confronto con il Governo su un tema così delicato. La crescita non si costruisce abbassando le tutele, ma alzando la qualità del lavoro”.

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