«In merito al focus, presentato da Confcommercio – Imprese per lItalia, sulle analisi settoriali sullapplicazione della tariffa rifiuti TARI e sugli impatti della stessa sulle attività del commercio, del turismo dei servizi, si evidenzia che la provincia di Brescia denota, nel suo complesso, tariffe che si collocano ad un livello significativamente superiore rispetto a quelle applicate nelle province limitrofe (Bergamo, Mantova, Cremona) e in molti casi (settori ortofrutta e fiori, edicole, tabaccherie, farmacie, abbigliamento, calzature, librerie, ferramenta, uffici, agenzie, distributori carburanti, campeggi) anche superiori alla media delle tariffe applicate nellintera Regione Lombardia.
Si prende atto che il capoluogo Brescia risulta comunque essere fra i comuni virtuosi in cui, mediamente, la spesa reale del costo complessivo di gestione dei rifiuti urbani è inferiore al fabbisogno finanziario di cui, secondo il Dipartimento Finanze e la Sose, il comune avrebbe necessità, in base alle sue caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente e delle attività economiche.
Da ciò si deduce che il Comune di Brescia avrebbe un servizio di raccolta piuttosto efficiente in generale, ma con ampi spazi di miglioramento, soprattutto nel centro storico dove la pulizia degli spazi comuni e delle vie ed il sistema della raccolta differenziata è sicuramente da migliorare.
Quanto alle tariffe applicate sulle attività economiche, in particolare per quelle rappresentate, sono anchesse sicuramente migliorabili se si revisionerà lintero sistema di tariffazione, superando definitivamente la logica dei coefficienti presuntivi di produzione dei rifiuti verso una direzione che rispetti invece la logica del principio europeo chi inquina paga , addivenendo alla applicazione di una tariffa puntale che rappresenti nello specifico la quantità di produzione e la capacità di riciclo e recupero dei rifiuti di ogni attività del commercio, turismo e servizi».